• Un sogno chiamato Viaggio in Alaska

Data pubblicazione: 31 ott 2024 - Categoria: Travel idea

Sogno questo viaggio in Alaska da moltissimo tempo, prima ancora di fare questo lavoro. Il motivo è semplice: ho sempre desiderato raggiungere quello che viene definito Last Frontier che custodisce al suo interno un parco grande come lo stato del Connecticut.

Questo viaggio in Alaska è sicuramente un viaggio fuori dai canoni: fondamentale si è rivelato il recarsi di persona per apprendere il difficile servizio di trasporti del paese. Un itinerario quindi costruito pezzetto per pezzetto su carta mesi prima e vissuto con cuore, mente (e quaderno degli appunti) lo scorso agosto.

Spero di potervi trasmettere in queste righe oltre che l’amore sconfinato per questa terra, anche informazioni preziose che possano inspirarvi per un viaggio che si dimostrerà al di sopra di ogni vostra aspettativa, caratterizzato da paesaggi mozzafiato e da animali incredibili.

Un viaggio in Alaska è adatto alle coppie in viaggio di nozze, ma anche alle famiglie con bambini nonostante il mercato offra solo soluzioni di pacchetti con navi da crociera o simili. Il mio viaggio è stato studiato e concepito in modo da uscire da questi vincoli per poter vivere un’esperienza a 360 gradi. Organizzare l’Alaska in famiglia mi è servita per introdurre delle esperienze adatte ad un’amante degli animali come Clara e altre che rappresentavano il sogno nel cassetto di mio marito Pepe. Non è stato facile programmare tutto questo nei minimi dettagli, ma vi garantisco che ne è valsa la pena perché è stato un viaggio strabiliante, uno dei più belli mai organizzati.

 

ITINERARIO VIAGGIO IN ALASKA

Un itinerario per un viaggio in Alaska prevede l’utilizzo di molti mezzi di trasporto poiché, essendo disabitata per gran parte del territorio e sviluppata lungo alcuni fiordi e montagne, non è possibile percorrere l’intero viaggio on the road. Utilizzare barche, treni, navi e auto è un modo del tutto divertente per gustarsi ogni singolo istante di trasferimento, ma necessita una lunga e precisa pianificazione – considerando anche che la stagione in Alaska è molto breve e che le disponibilità finiscono nel giro di poco -.

Diventa fondamentale in un viaggio in Alaska prenotare ogni escursione e mezzo per evitare perdite di tempo o addirittura l’impossibilità di partecipare a ciò che abbiamo pianificato.

Questo viaggio vi porterà dai fiordi del grande Nord, alla penisola del Katmai abitata da 2000 orsi fino alla montagna più alta di tutta l’America: tutto concentrato in sole due settimane. In molti, prima della partenza, mi hanno chiesto: “Ma perché proprio l’Alaska?” Da piccola guardavo sempre con mio padre i documentari di National Geographic e le puntate sugli orsi bruni erano le mie preferite.

La maggior parte ritraevano gli orsi alle Brooks falls intenti a cacciare i salmoni ed è da allora che feci una promessa a me stessa: se mai avessi deciso di vedere gli orsi da vicino sarei andata proprio lì, in uno dei posti più famosi al mondo. E’ partito tutto da quei pomeriggi trascorsi davanti alla Tv e da un sogno grande come tutta l’Alaska

Giorno 1 – Juneau – Il nostro arrivo a Last Frontier

Non posso ancora credere di essere arrivata in Alaska, nella piccola città di Juneau, dopo innumerevoli voli, uno stop a San Francisco e un aereo dell’Alaska Airlines che ha fatto servizio Bus fermandosi in due aeroporti intermedi per prendere dei lavoratori pendolari. Per molti Juneau è uno dei porti principali delle navi da crociera, per me è “il nostro arrivo in Alaska”. Juneau è:

– il punto di partenza per un viaggio in Alaska, per percorrere l’ultimo tratto dell’ Inside Passage che inizia in British Columbia;

– la cittadina dove ho trovato i primi Aurora Lolly Pop (i dolcetti dell’Aurora);

– il mio primo pasto a base di salmone;

– la mia prima bandiera blu con le stelline dorate che non si trova nemmeno nelle Emoji di iPhone.

Juneau ci ha accolti in una mite serata di agosto con il cielo sereno e questo non può che essere di buon auspicio visto che la città vanta 290 giorni all’anno di pioggia.

Giorno 2 – Traghetto per Skagway

Il secondo giorno, a bordo di un traghetto locale durante quello che doveva essere un semplice trasferimento, abbiamo percorso uno dei fiordi più famosi al mondo vedendo non solo le balene, ma anche un gruppo di orche e il nostro primo orso lungo la riva. Ho creato l’itinerario di questi giorni sulla base dei traghetti programmati in quel tratto perché troppa era l’importanza per me di prendere un mezzo pubblico, che percorresse il famoso Inside Passage. Sapevo che la percentuale di avvistamento delle balene era quasi del 99%, ma vista la sfortuna che abbiamo sempre avuto nel whale watching in giro per il mondo, mi ero promessa di non dire niente a Clara. E così, mentre stava sorseggiando un tè gentilmente offerto dalla Crew la vedo saltare sù in piedi con gli occhi spalancati:”mamma lì c’è qualcosa, ne sono sicura”.

Quello è stato solo l’inizio di un susseguirsi di sbuffi di balene, e code giganti che si mostravano prima di immergersi nuovamente per raggiungere la profondità. Eravamo letteralmente circondati da animali di ogni specie (aquile incluse) e l’entusiasmo di Clara con gli occhi lucidi era linfa vitale. E’ stato un’emozione nell’emozione ed è stato la prima spunta sulla Bucket List del nostro viaggio in Alaska.

Giorno 3- Skagway e la Scenic Railway

Skagway è un piccolo gioiello immerso nelle montagne dove antichi saloni e piccoli negozi fanno da comparse in quello che può essere definito un vero e proprio teatro della natura. Circa 10 mesi prima del nostro viaggio in Alaska ho prenotato il treno panoramico della Yukon Route perché ho letto fosse davvero imperdibile, come in realtà è stato.

Questo treno d’epoca parte dal centro di Skagway e ripercorre il percorso originale verso il White Pass Summit, passando per Bridal Veil Falls, Inspiration Point e Dead Horse Gulch. E’ possibile godersi questo panorama mozzafiato di montagne, ghiacciai, cascate e tunnel, stando seduti nelle comodissime carrozze del Historic Train.

Giorno 4 – Glacier Point, il nostro primo ghiacciaio

Il giorno 4 del nostro viaggio in Alaska ha permesso di spuntare il primo ghiacciaio del Nord America.

Questa escursione nella natura selvaggia di Glacier Point ci ha dato la possibilità di viaggiare attraverso foreste pluviali e fiordi mentre i nostri occhi si riempivano dei paesaggi più impressionanti dell’Alaska.

Una barca, una passeggiata a piedi e un tratto in Kayak per arrivare ai piedi del Davidson Glacier.

Dopo aver navigato lungo il fiordo più profondo del Nord America si raggiunge una spiaggia appartata di Glacier Point dove alcune ragazze ci accolgono per portarci al Campo base: qui, oltre a ricevere un primo briefing, ci vengo consegnati stivali di gomma e giubbotti di salvataggio per il Kayak.

Questa giovanissime ragazze vivono per diversi mesi nel campo base privo di elettricità e acqua corrente e si occupano di gestire i gruppi di turisti che arrivano per visitare il Ghiacciaio. I loro racconti secondo me, sono la parte più entusiasmante di questo tour perché ti mostrano quanto bene possa fare il contatto diretto con la natura e il ritorno alle origini. Le chiacchierate e le loro risate ci hanno accompagnato fino ai piedi del ghiacciaio Davidson dove il colore cristallino del lago ha fatto da protagonista nonostante il cielo grigio e la pioggia battente. La maestosità di una natura che ti circonda sempre e ovunque a 360 gradi rende ogni esperienza surreale.

Trovare le escursioni giuste e riuscire ad incastrarle tra treni, autobus e traghetti è stato un lavoro di mesi: di esperienze al ghiacciaio ne avevo trovate innumerevoli, ma cercavo qualcosa di speciale che andasse ben oltre “il bel panorama”  ecco perché non mi sono accontentata delle varie Cruise proposte a Juneau.

Giorno 5 –  Inside Passage

E’ giunto il momento di lasciare i fiordi dell’Alaska riprendendo il traghetto che ci ha permesso di vedere per la prima volta le balene. Lo staff ci ha accolto a bordo con un tè caldo e un muffin ai mirtilli (qui ne hanno di buonissimi) e anche questa volta, nonostante la pioggia, le balene sono tornate a salutarci. Cambiare continuamente mezzi di trasporto era uno degli aspetti che mi destava maggior preoccupazione perché credevo fosse una perdita di tempo e un sistema troppo complesso per muoversi.

In realtà, è stato a dir poco favoloso perché è proprio grazie a questi svariati punti di vista che fiordi, montagne, foreste si sono colorati di decine di sfumature diverse. Pensate solo che ho avuto la fortuna di vedere l’Inside Passage dall’acqua, dalla strada e dal treno: sembravano tre posti completamente diversi, eppure era sempre lui, il fiordo più profondo del Nord America.

Giorno 6 – Anchorage Benvenuti in una delle città più importanti

Anchorage è famosa per svariati motivi: uno di questi è legato al cinema mentre altri alla storia dell’oro. Anchorage è stata la sede infatti di molte serie televisive come “Oro degli Abissi” e “I cacciatori dell’oro” ed è la città più popolosa dell’Alaska nonostante nel XX secolo fosse un piccolo villaggio eschimese.

Molti itinerari in Alaska prevedono qualche giorno ad Anchorage, ma siccome molti mezzi partono da questa cittadina, ho deciso di spezzare le visite alle città in base agli orari dei voli interni e treni. Quando vi dico che organizzare questo viaggio è stato come giocare a Tetris, non è uno scherzo ;)

Giorno 7 – Alaska Railroad con notte nelle Cabins

La Railroad in Alaska rappresenta L’Esperienza: non si può visitare questo paese senza prendere un treno  d’epoca. Abbiamo percorso con questo treno uno dei tratti panoramici più mozzafiato della zona ed è stato a dir poco incredibile: l’organizzazione è impeccabile e ciò che è possibile ammirare dai finestrini (delle vere e proprie finestre con soffitto trasparente) è qualcosa che va ben oltre l’immaginario. Il sole che spunta dalle montagne per raggiungere il lago e finire nel punto più giusto per illuminare tutto il verde circostante: tutto questo è pura magia.

Dormire nelle cabins in Alaska è un’altra esperienza degna di nota che potete scoprire contattandoci al seguente link: https://www.souritrip.com

Giorno 8 – Glaciers of Kenai Fjords

Il giorno 8 del nostro viaggio in Alaska ci ha regalato delle emozioni a dir poco straordinarie. Per gli appassionati di natura questo spostamento in Alaska è davvero imperdibile: nonostante infatti fossi molto scettica su questi ghiacciai (dopo aver visto il Perito Moreno e lo Spegazzini non credevo fosse possibile impressionarmi ancora una volta davanti ad un ghiacciaio), trovarmi lì davanti circondata da foche, cascate e un silenzio assordante è stato meraviglioso. La navigazione anche questa volta ci ha regalato panorami magnifici, tra gole profonde e ampi fiordi che si susseguono tra la nebbia e l’immensità del Pacifico che subentra dopo l’ultima insenatura.

Tutto sembra sospeso, in silenzio, circondati da pezzi di iceberg che galleggiano, finché davanti a noi non è apparso il maestoso ghiacciaio dal blu intenso e una profondità a perdita d’occhio. Spostarsi in Alaska con barche grandi o traghetti fa letteralmente parte del viaggio stesso. Per chi fosse stato in Nuova Zelanda, questo tratto è molto simile al Milford Sound seppur con colori completamente diversi.

 

Giorno 9 – Last Frontier on the road

Finalmente è arrivato anche il giorno in cui a bordo di un Dodge americano ci siamo messi alla guida godendo delle strade di questo paese. Io e Pepe ci siamo alternati alla guida non perché fossero spostamenti pesanti, ma perché entrambi volevamo gustare l’idea di guidare in un contesto naturale così surreale. Guidare in Alaska è a dir poco straordinario: gli scenari si susseguono come fossero scene di un film, gli animali fanno da comparse in qualche strada più remota e l’immagine di Clara nello specchietto incollata al finestrino nella speranza di vedere le alci, mi ha riempito il cuore per ogni chilometro percorso.

Non esiste un modo più inclusivo e soddisfacente per girare il mondo: parola di una viaggiatrice seriale ;) Ovviamente è fondamentale scegliere i compagni di viaggio giusti e per questo dovete aiutarmi voi, mentre al resto pensa Souri Trip.

Giorno 10 – Volare sul Katmai National Park

Un volo panoramico in Alaska non è paragonabile a nessun’altra esperienza del genere in altri parti del mondo. Nella mia vita ho avuto la fortuna di vivere questo volo diverse volte (le ultime a Kauai e Ny), ma nessuna è vagamente paragonabile a qui. Di soluzioni ce ne sono diverse, ma non è sempre facile trovare quella che può darti quel qualcosa in più in termini di esperienza: apparentemente sembrano tutte uguali eppure, c’è sempre qualche dettaglio che fa la differenza in termini di tempistiche, qualità del servizio prestato e soprattutto la sicurezza.

Innanzitutto il volo che abbiamo scelto noi è su una sorta di idrovolante maldiviano seppur il contesto sia completamente diverso ;) Si decolla e si atterra sull’acqua volando ad un’altezza tale da permettere un panorama sottostante che toglie letteralmente il fiato. Si vola tra le gole della tundra, “accarezzando” i ghiacciai e disegnando i confini di un territorio che passa dal verde della vegetazione fino al celeste cristallino delle acque. Tutto questo è impossibile descriverlo.

Giorno 11 – Città condominio? In Alaska esiste

Esistono luoghi così remoti in Alaska che un’intera città può vivere in un solo condominio con scuola e ufficio postale al suo interno: sto parlando di Whittier una delle città più “assurde” del mondo. L’Alaska è ricca di posti atipici e di personaggi dei vecchi film western: qui le persone indossano abiti improbabili, passeggiano sotto la pioggia battente senza ombrello (perché è agosto e in estate l’ombrello non viene utilizzato) e mangiano salmone a tutte le ore. Anche Talkeetna è abbastanza inconsueta come città, visto che il sindaco il gatto Stubbs, siede sulla poltrona di primo cittadino dal 1997.

Giorno 12 – Il Denali National Park

Visitare i parchi in un viaggio in Alaska significa prepararsi ad una maestosità mai vista prima: pensate che il Denali National Park è grande come lo stato del Connecticut. Il giorno 12 del nostro viaggio in Alaska ha assunto un valore importante visto che, proprio guidando in questo enorme parco, abbiamo avvistato la nostra prima alce dalle dimensioni non troppo enormi. Il Denali a fine agosto è completamente colorato di rosso e sembra di essere in Vermont anziché in Alaska: il rosso, l’arancio, il verde scuro e il giallo rendono ogni scorcio degno di un quadro ad acquarelli.

L’organizzazione di questo parco è impeccabile, ma dovete dedicargli del tempo perché servono diversi giorni per visitarlo. Viaggiare in Alaska prima dei miei clienti mi ha permesso di redigere un itinerario senza gli errori di valutazione che ho commesso durante la pianificazione: questo è il senso del viaggio su misura, questo è il senso di Souri Trip.

Giorno 13 – Il motivo del mio viaggio

Le escursioni in Alaska costruiscono l’intero viaggio e, come vi ho accennato all’inizio, una di queste è stata prenotata per esaudire uno dei miei più grandi desideri. Vedere gli orsi a poca distanza in un contesto naturale unico: al Katmai National Park ci sono 14 vulcani, vivono 2000 orsi ed è possibile vederli durante la caccia ai salmoni alle Brooks Falls. L’escursione ha un costo molto alto, ma vale ogni euro perché ciò che rende quest’esperienza una delle più emozionanti mai vissute prima, è l’essere ospiti di un contesto naturale d’eccezione: gli orsi sono gli unici protagonisti e noi siamo soltanto dei privilegiati nello spiarli in un momento così delicato come la caccia.

L’emozione di Clara è stata tale che a fine giornata mi ha confessato che l’Alaska sale sul podio in classifica dei viaggi più belli che abbia mai fatto: vederla scattare decine di foto con gli occhi pieni di lacrime e sentirla descrivere ogni loro atteggiamento è stato eccezionale.

Giorno 14 – San Francisco ancora una volta da te

Come all’andata siamo nuovamente volati su San Francisco prima di tornare in Italia. Questo viaggio ha contato tanti di quegli spostamenti che ho temuto che, qualcosa potesse andare storto e invece, pianificarli per tempo ha avuto i suoi frutti. Il mio piano voli, treni, barche e auto ha funzionato alla perfezione come un puzzle dove ogni pezzetto trova il suo posto.

Non ho alcun problema ad affermare che forse l’Alaska è stata la più bella esperienza che abbia mai fatto nella mia vita di viaggiatrice: sono stata due settimane con gli occhi lucidi e il cuore a mille perché ogni mattina mi svegliavo con la consapevolezza di essere in procinto di vivere un’ulteriore esperienza da mille e una notte.

CONCLUSIONI

Il mio lavoro mi porta ad esplorare angoli di mondo talvolta remoti alternandoli a viaggi più “ordinari” e sono grata per tutto questo. Studiare da casa ciò che andrò a visitare dopo, è il segreto del bagaglio che consegno a voi ogni volta che provo a descrivervi un viaggio. Vivendo quelle emozioni in prima persona, provo a farvi da specchio per suscitare una curiosità reale che possa prepararvi in qualche modo a vivere quel paese con le giuste aspettative. Ogni viaggio va prima sognato altrimenti non sarà altro che uno scorrere di immagini “piatte” senza emozioni: lasciatevi travolgere da ogni minuto vissuto in giro per il mondo e sentitevi liberi, tanto al resto ci pensa Souri Trip ;)

 

Souri Trip

Il viaggio su misura

Tre passaggi per costruire assieme il tuo itinerario perfetto:

1) Spiegami che viaggiatore sei;

2) Troviamo la tua destinazione;

3) Organizzerò il tuo viaggio su misura,
occupandomi di tutto.

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